ANAC pubblica il Report sulla corruzione negli appalti analizzando il periodo gennaio 2020-maggio 2026

E’ una fotografia accurata del fenomeno corruttivo correlato agli appalti pubblici quella che emerge dal lavoro pubblicato da ANAC che “si pone l’obiettivo di fornire un quadro conoscitivo aggregato dei procedimenti penali per corruzione negli appalti comunicati all’Autorità. Un quadro utile a comprendere meglio le dinamiche e i rischi corruttivi in relazione al fenomeno emerso in uno degli ambiti più esposti – quello degli appalti, appunto – in termini, ad esempio, di diffusione territoriale, tipologia di reati contestati, numero e dimensione di imprese, stazioni appaltanti, soggetti persone fisiche coinvolti, settori più esposti.”.

Il Rapporto si fonda sul supporto fornito dal Nucleo della Guardia di Finanza impiegato presso ANAC che all’esito dell’analisi dei provvedimenti emessi dall’Autorità giudiziaria redige una dettagliata nota informativa. La nota contiene tutti gli elementi necessari all’Ufficio Operativo Speciale, Misure Straordinarie e Commissariamenti, competente in base alle disposizioni organizzative interne all’Autorità a valutare le fattispecie corruttive e l’eventuale proposta che il Presidente ANAC può formulare al Prefetto di applicazione di una delle misure indicate dall’art. 32, del D.L. n. 90/2014, secondo le specifiche Disposizioni adottate dall’Autorità.

Nello specifico sono state esaminate 135 note informative (quasi 2 al mese) provenienti da 100 Procure con Roma in testa (10 comunicazioni).

Sono relative a 141 procedimenti penali, che hanno riguardato 1.295 capi di imputazione riferiti a fattispecie corruttive o condotte anomale nei contratti pubblici.

Tra le fattispecie contestate prevalgono (28,3% dei casi) la turbata libertà degli incanti o la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, seguite dalla corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio (22,2%) e dalla corruzione dal lato del privato (21,2%). Vi si annoverano, si legge nel Report, “casi di asservimento della funzione o dei poteri pubblici agli interessi privati finalizzato all’assegnazione diretta o in somma urgenza, talvolta anche tramite subappalti, di plurimi contratti alla stessa impresa parte dell’accordo illecito”

Seguono i reati di truffa e truffa aggravata, tipici della fase esecutiva, che assorbono l’8,5% dei casi di interesse. Marginale risulta invece il ricorso alla concussione (meno del 2% assieme ai casi di traffico di influenze illecite), a conferma – sottolinea il documento – di come i fenomeni corruttivi si sviluppino prevalentemente attraverso accordi tra le parti piuttosto che mediante costrizione esercitata dalla parte pubblica.

Per quanto riguarda gli autori delle condotte contestate sono state coinvolte 994 persone fisiche: 583 appartenenti alle imprese e 411 alle Stazioni appaltanti. Nel settore privato prevalgono figure apicali, mentre nella pubblica amministrazione risultano maggiormente coinvolti dipendenti, figure tecniche e operative chiamate a gestire le procedure di affidamento.

Nel Report è stato anche operato un confronto tra i generi dei soggetti coinvolti, risultando un minore coinvolgimento delle donne negli episodi corruttivi rispetto alla loro presenza nel mercato del lavoro, sia nel settore pubblico sia in quello privato: un dato che, evidenzia ANAC, “potrebbe far pensare ad un maggior grado di integrità delle stesse, ipotesi presente anche nella letteratura scientifica”.

Quanto al coinvolgimento delle Stazioni appaltanti, poi, il documento ANAC specifica che i procedimenti hanno interessato 212 stazioni appaltanti e oltre 530 contratti pubblici, per un valore complessivo superiore a 2,9 miliardi di euro dal 2024.

Oltre il 45% dei casi ha riguardato i Comuni; seguono gli Enti del Servizio sanitario (quasi il 21%) e le Società pubbliche controllate o partecipate (oltre il 14%). Gli Enti pubblici centrali, come Ministeri e Agenzie governative, sono presenti in un numero limitato di casi (11, 5,2%) mentre la categoria meno presente è quella delle Università, con 1 solo caso registrato.

Sul piano territoriale, il maggior numero di procedimenti si è concentrato in Sicilia (quasi il 24%), Campania (oltre il 18%), Lombardia (oltre il 10%), Lazio (oltre il 9%) e Puglia (circa l’8%).

Il settore più esposto resta quello dei lavori pubblici, che rappresenta oltre il 40% delle vicende esaminate, seguito dai servizi (32%) e dalle forniture (9,5%). Gli appalti misti, afferenti quindi a settori diversi, hanno pesato per il 13,5%. Tra gli ambiti maggiormente interessati figurano manutenzione stradale, gestione del verde pubblico, rifiuti, servizi di pulizia, gestione dei centri di accoglienza, servizi sociali e forniture in ambito sanitario. Inoltre, sono stati riscontrati casi di corruzione in situazioni di somma urgenza o emergenza perpetrati tramite affidamenti diretti.

L’analisi ha preso in esame anche le imprese coinvolte. Sebbene quasi il 70% appartenga alla categoria delle micro e piccole imprese, il Report ha evidenziato che le medie e grandi imprese risultano coinvolte in una quota di casi proporzionalmente alta rispetto al loro peso nel tessuto produttivo nazionale, ricordando inoltre come nel periodo in esame oltre il 97% dei contratti pubblici è stato di importo inferiore a 5 milioni di euro e circa il 90% sotto il milione. Un dato che aiuta a contestualizzare il ruolo di micro e piccole imprese nel mercato degli appalti.

Il lavoro ANAC infine si conclude evidenziando come dal giugno 2014 al 15 maggio 2026 il Presidente dell’Autorità abbia formulato 72 proposte di applicazione delle misure straordinarie previste dalla normativa, nella quasi totalità accolte dai Prefetti competenti. Nel periodo 2020-15 maggio 2026 inoltre sono state interessate 35 imprese: in 25 casi è stata proposta l’applicazione di una misura straordinaria, mentre negli altri 10 il procedimento si è concluso con l’impegno dell’operatore economico ad adottare misure organizzative rafforzate.

Quest’ultimo dato dimostra, secondo l’esperienza maturata da ANAC nell’analisi delle varie fattispecie esaminate, “come il sistema di prevenzione e controllo rappresenti uno strumento efficace per recuperare alla legalità le imprese, prevenire ulteriori episodi corruttivi e assicurare la regolare esecuzione dei contratti pubblici.”.

Nello specifico, infatti, le verifiche condotte dell’Ufficio Operativo Speciale dell’Autorità in cui operano anche militari della Guardia di Finanza, hanno portato all’emissione di 5.773 pareri, relativi a 1.687 procedure di affidamento inerenti opere e servizi pubblici per oltre 2,5 miliardi di euro mentre nel periodo 2021-2025 le procedure esaminate sono state 779, con il rilascio di 3.391 pareri.

Leggi il Report ANAC sulla corruzione negli appalti pubblici


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